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Sistemi di saperi tradizionali

Sistemi di saperi tradizionali

Terzo Forum annuale sull’applicabilità e l’adattabilità dei Sistemi di saperi tradizionali nel campo della conservazione e gestione dei Beni culturali in Asia

Il sapere tradizionale e la sua applicabilità nel campo della conservazione del Patrimonio culturale sta conquistando uno spazio sempre maggiore alla luce del discorso globale sullo sviluppo sostenibile, sui cambiamenti climatici, sulle calamità e sulla resilienza. Tenendo conto di tali nuovi scenari che si prospettano su scala mondiale, il Comitato del Patrimonio Mondiale ha incluso tra i propri Orientamenti operativi l'utilizzo dei Sistemi di saperi tradizionali per la gestione dei siti del Patrimonio. E’ altresì notevole l’impegno profuso dal settore del Patrimonio naturale in attività correlate, ed in Africa le istituzioni culturali hanno già iniziato a raccogliere informazioni provenienti da varie aree del continente.

L'Asia è ricca di pratiche già collaudate, pertanto, il momento è propizio per includere tali Sistemi nelle discussioni che vertono sulla tutela del Patrimonio culturale. I sistemi di gestione tradizionali possono fornire un importante contributo alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica della Regione. Ad esempio, talune pratiche antiche possono contribuire a limitare le emissioni di carbonio durante gli interventi di conservazione di un sito del Patrimonio; i mestieri tradizionali, tramandati o recuperati, non solo garantiscono la trasmissione dei saperi di generazione in generazione, ma consentono agli artigiani di raggiungere una solida posizione economica.

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Per questo motivo l'ICCROM ha organizzato con l’Amministrazione del Patrimonio culturale della Repubblica di Corea (CHA) il terzo Forum annuale sull’argomento, scegliendo come tema centrale per l’anno in corso l'applicabilità dei Sistemi di saperi tradizionali nel campo della conservazione e gestione dei Beni culturali.

Dal 14 al 16 dicembre 2015, gli esperti della Regione si sono riuniti a Bangkok, in Tailandia, per presentare ventuno saggi scientifici in cui hanno preso in esame la letteratura esistente in materia, e gli “archivi viventi” dei saperi tradizionali, vale a dire gli anziani delle comunità e le testimonianze del passato. Oggetto di discussione sono stati, inoltre, i metodi utili per adattare i saperi tradizionali e integrarli con altre strategie di conservazione più diffuse, nonché gli esempi di gruppi sociali che nella Regione applicano tuttora antichi sistemi di gestione (ad esempio, il sistema Guthi in Nepal e il sistema Subak in Indonesia).

Tra i principali argomenti in discussione, è stato trattato anche il tema dei vincoli per l’utilizzo dei saperi tradizionali nel campo della conservazione e gestione del Patrimonio culturale. Pur riconoscendo l'utilità delle tradizioni per la conservazione dei siti e dei mezzi di sussistenza del Patrimonio, le istituzioni culturali devono essere consapevoli dei continui cambiamenti che avvengono in seno alle società, e della necessità di dimostrare quali benefici derivino dal tramandare talune pratiche. L’utilizzo delle nuove tecnologie e quello dei saperi tradizionali non devono escludersi a vicenda e, analogamente, non dovrebbero trovarsi separati da altri tipi di strategia conservativa. E’ stato inoltre affrontato il tema della dimensione sociale in quanto, spesso, gli artigiani non ricevono in ambito sociale il giusto riconoscimento del loro operato: questo aspetto può costituire un disincentivo per coloro i quali potrebbero altrimenti intraprendere un mestiere.

La CHA generosamente finanzia il Forum annuale e la pubblicazione dei relativi atti. Il SEAMEO-SPAFA, Centro Regionale per l'Archeologia e Belle Arti della Tailandia ha svolto la funzione di partner locale e ha partecipato alla riunione, oltre a fornire il supporto necessario.

Il programma era articolato in tre parti:

  • Inaugurazione ufficiale, con riunione pubblica, che si è tenuta a Bangkok il 14 dicembre 2015, con un discorso di apertura del rappresentante del Ministero della Cultura della Tailandia. L'evento ha altresì ospitato gli interventi dell’ICCROM, del SEAMEO-SPAFA, della CHA e dell’UNESCO di Bangkok.
  • 15-16 dicembre: due giornate di Forum aperte agli invitati internazionali.
  • 17 dicembre, visita ad Ayutthaya, sito del Patrimonio mondiale.

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Il dottor George Abungu, rappresentante del Kenya, è stato invitato presentare un lavoro analogo che si sta realizzando in Africa. Il dottor Stefano De Caro, Direttore Generale dell'ICCROM, e il dottor Rujaya Abhakorn, Direttore del SEAMEO-SPAFA, hanno partecipato alle discussioni con gli altri intervenuti. Considerando la ricchezza dei molti Sistemi di saperi tradizionali della Regione, i partecipanti hanno espresso il loro entusiastico sostegno per lo svolgimento di ulteriori attività volte all’adozione di tali Sistemi, se del caso, nelle attuali pratiche di conservazione e gestione. I partecipanti alla riunione hanno elaborato di comune accordo un quadro operativo per la relazione finale e per gli ulteriori dibattiti.

La presenza del Direttore Generale De Caro ha fornito all’ICCROM l’opportunità di tenere una sessione informale dedicata agli ex-alunni dell’ICCROM provenienti dalla Tailandia e dalla Regione.